ELETTROSMOG

Swiss Optimal Living Society

INQUINAMENTO ELETTRICO

L’inquinamento elettrico, conosciuto anche come elettrosmog, radiazione elettromagnetica (EMR) o campi elettromagnetici (EMF), è la sommatoria di tutta l’energia elettromagnetica prodotta all’interno o all’esterno di un determinato luogo che in particolari condizioni può essere eccessivamente intensa. È facile riscontrarlo nelle case, nelle scuole, negli uffici, nei luoghi di cura, ma anche negli spazi all’aperto. A esso si associa l’insorgenza di una varietà di potenziali disturbi alla salute.

Negli ultimi 25 anni si è sviluppato in modo smodato e incontrollato l’uso degli strumenti elettronici e di apparecchiature di ogni tipo: tecnologia Wi-Fi, Wi-Max, computer, smartphones, telefoni cordless, sistemi di home theatre, videogiochi, monitor digitali e baby monitors, sistemi di automazione, domotica, sistemi GPS, sensori di sicurezza, sistemi di lettura remota (smart meter), sistemi di illuminazione con lampade a risparmio energetico, sistemi satellitari, RFID, e molti altri che oggi sono parte integrante della nostra vita moderna.

Sia gli individui che la società sono arrivati a dipendere completamente da decine di strumenti tecnologici per la loro produttività, efficienza, convenienza ma anche divertimento e passatempo. Sfortunatamente tutti questi strumenti e molti altri, generano campi elettromagnetici artificiali (EMFs) i cui effetti sulla salute sono molto imprevedibili ed estremamente dibattuti.

Considerevoli ricerche scientifiche* evidenziano chiaramente quanto l’esposizione a campi elettromagnetici influisca negativamente sullo stato di salute dell’uomo. Evidenziano, inoltre, che l’esposizione a tali campi, a livelli inferiori ai cosiddetti limiti di sicurezza, può comportare, nel lungo periodo, specifici effetti psico-fisici sugli individui.

I limiti di esposizione ai campi elettro-magnetici

Il tema dei limiti di esposizione oggi è un tema altamente dibattuto e fortemente in evoluzione in tutto il mondo. Esiste una consistente parte della comunità scientifica, che sostiene da tempo una posizione “cautelativa”, basata sull’applicazione del principio di precauzione e quindi sulla minimizzazione delle esposizioni ai CEM a bassissima, alta e altissima frequenza. Tale posizione trova una giustificazione sempre più convincente nei dati epidemiologici della letteratura che documentano effetti sanitari, sia immediati che a lungo termine, dannosi per la salute umana. Essa trova, inoltre, giustificazione nei dati sperimentali che documentano effetti biologici su animali e su volontari umani, indicativi dei meccanismi molecolari, cellulari e funzionali che generano effetti sanitari a breve e a lungo termine.
Nel complesso, sono disponibili quasi 4.000 studi sperimentali che riportano una serie di effetti a breve e medio termine dei campi elettromagnetici.

* Referenze disponibili su www.bioinitiative.org

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